Jazz Beer - La Birra Artigianale


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Storia della Birra

Cenni storici

Preparata utilizzando quattro elementi: acqua, malto, luppolo e lievito.
Questa non è solo la bevanda-alimento più diffusa al mondo, ma è anche tra le più antiche. La prima prova della produzione di una pozione assimilabile alla birra risale a circa il 3700 a.C. in Asia. Furono i Sumeri prima, in seguito gli Assiro-Babilonesi (attività svolta sacertosse), poi gli Egizi i popoli artefici della sua diffusione.
Gli Ateniesi la consumavano per la festa di Demetra e durante i giochi olimpici, ma la consideravano una bevanda poco virile per il suo basso contenuto alcolico.
Apprezzata dai popoli germanici e celti, la birra si diffuse con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, diventando il simbolo della cultura britannica.
Nel Medioevo il processo di birrificazione, che fino a quel momento era stata un'attività svolta delle sole donne, si trasferì dentro le mura dei Monasteri.
Si preparava una birra "leggera", adatta ad esser consumata quotidianamente, e una birra ad alto contenuto alcolico, destinata alle occasioni speciali.
Pian piano la birrificazione passò nelle mani maschile dei monaci, i quali cercarono di migliorare il gusto e la qualità della bevanda.
Con l'uso del luppolo la bevanda rivelò un gusto simile alla birra dei giorni nostri, anche se l'utilizzo del lievito era ancora sconosciuto e la fermentazione un processo casuale.
Dopo il Mille la birra riscosse grande popolarità presso tutte le classi sociali, tanto da diventare un bene tassato. In Italia la "cervogia" (come si chiamava allora la birra) era consumata prevalentemente dagli uomini poiché per le donne la sua assunzione poteva avvenire solo sotto controllo medico.
Nel Cinquecento i produttori di birra scoprirono come controllare con successo la fermentazione dell'orzo, apportando migliorie in termini di qualità e quantità; fu in questo secolo che divenne la bevanda della Riforma, amata per la bontà e per essere un prodotto del lavoro umano, diventando merce di scambio e fonte di prosperità nei paesi protestanti. Il Seicento fu il secolo nel quale la birra si affermò come bevanda nazionale in Germania, Inghilterra, Danimarca e Olanda, ovvero nei paesi che ne rimarranno anche in seguito i principali produttori.
La seconda metà del XIX secolo portò con sé la comprensione dei processi microbiologici durante la fabbricazione della birra e con essa un costante miglioramento della qualità e del prestigio di questa bevanda. A partire dal 1860, la popolazione cominciò a riscoprire la birra, soprattutto perché nel frattempo, in Baviera era stata perfezionata una nuova procedura basata sulla fermentazione a freddo, che rendeva la "nuova" birra di gran lunga superiore a quella "vecchia", per gusto e conservabilità.
La birra non è semplicemente una bevanda alcolica.
Ha proprietà nutritive importanti. Non a caso era la bevanda degli dei, o veniva somministrata ai bambini, o veniva offerta in voto, o semplicemente veniva chiamata “pane liquido”.
In generale contiene meno etanolo di qualsiasi altra bevanda alcolica e può essere considerata un vero e proprio alimento.
Le proprietà della birra si rivelano a partire dalla sua composizione; la presenza di vitamine, potassio e sali minerali rendono questa bevanda consona anche all’interno di una dieta bilanciata.
Al contrario di quanto si pensa, la birra è inoltre poco calorica. L’apporto di calorie ovviamente dipende dalla tipologia di birra, ma in generale, per 100 grammi di birra normale ci si attesta sulle 35 kcal., da un minimo di 28 per quelle leggere a un massimo di 60 per quelle più forti.
È dunque la bevanda alcolica meno calorica in assoluto, ma addirittura riporta valori più bassi anche rispetto ad alcune bevande analcoliche.
In generale è la cosiddetta birra cruda, ovvero la tipica birra artigianale, quella che apporta maggiori benefici all’organismo. Infatti, essendo cruda, dunque non pastorizzata, cioè non esposta a temperature troppo elevate, è una “birra viva”, nel senso che i microrganismi fermentanti presenti al suo interno, i saccaromiceti, sono altrettanto vivi e possono dunque realmente agire all’interno dell’organismo favorendo per esempio le funzioni intestinali. Una bella presenza di schiuma, che spesso disturba il bevitore, è in realtà un importante indice di freschezza del prodotto e rende la bevanda stessa più digeribile, preservandola dalla ossidazione e impedendo un apporto di anidride carbonica eccessivo.

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